15 gen 2012
Selezione Italiana
Si inizia con Mario Vlad Dracul Monti e con tutti i suoi ministri e la promessa non mantenuta:
Pure i professoroni sono dediti alle promesse non mantenute. Ma questa in particolare è piuttosto rilevante considerata l’enfasi che gli era stata data dai quotidiani. Evidentemente al super mega Presidente del Consiglio è consentito sparare una panzana in libertà, tanto in pochi se non nessuno gli fanno notare la cosa.
Poi, il governo dei professori ne dicono un’altra, quasi migliore della prima , con il loro decreto «svuota carceri» del governo prevede l’obbligo di portare gli arrestati in flagranza di reato nelle camere di sicurezza delle Forze dell’ordine.
Per attuare il dispositivo i dirigenti locali dovranno «reperire il personale attingendo alle aliquote già assegnate agli uffici operanti in questa provincia». In pratica i poliziotti saranno costretti a improvvisarsi agenti di custodia non avendone peraltro nè la professionalità nè le competenze.
Si interviene in questo modo per affrontare il nodo sicurezza? E per lenire in qualche modo il caos carceri si va a indebolire il pattugliamento e i controlli delle forze dell’ordine nelle strade? Misteri da super tecnici.
Ma all’orizzonte torna a mostrarsi il nostro trebbiatore, con una delle sue solite uscite:
L’Italia si sta avviando lentamente verso una rischiosa deriva antidemocratica: manca solo l’olio di ricino. Quella della Corte non è una scelta giuridica ma politica per fare un piacere al capo dello Stato, alle forze politiche e alla maggioranza trasversale e inciucista che appoggia Monti, una volgarità che rischia di farci diventare un regime
Tonino Di Pietro torna al suo vecchio amore: il regime. Ritira fuori i suoi toni da scaricatore di porto ubriaco e se la prende con la Consulta indirettamente. Siamo sicuri che nelle prossime ore il nome di Berlusconi sarà indicato come mandante della scelta della Suprema Corte. Il bello è che sono gli stessi che negli anni hanno sempre dichiarato che le decisioni dei giudici (anche chiaramente assurde) vanno rispettate in silenzio.
Leggiamo quanto disse Di Pietro dopo la bocciatura del Lodo Alfano (criticata dal Cav) il 07/10/2009
L’attacco del giorno dopo da parte di Berlusconi alla Consulta e a Napolitano dimostra ancora una volta non solo che egli non è uomo di governo, ma che non ha rispetto per le istituzioni. Berlusconi è letteralmente matto, se non da legare, da rimandare a casa
Dalle follie del trebbiatore passiamo all’economia, che tanto appassiona gli ignoranti moderni con la notizia: “La strategia del mettere paura agli italiani non funziona: già spariti 25 mld dai conti correnti”
In coincidenza on l’arrivo del Governo di Mario Monti, il saldo totale dei conti correnti è crollato di 25 miliardi di euro (da 770 a 745) e sono scesi di ben 22 miliardi (da 149 a 127) anche i pronti contro termine. Vale a dire che dai salvadanai dove viene parcheggiata la liquidità di famiglie e imprese sono “spariti” ben 47 miliardi di euro. Denaro che non sembra rientrato nel circuito bancario.
Pare quindi evidente che la strategia dell’aggressione al contribuente con tasse su tasse per spremerci tutti non stia dando risultati. Anzi , come chiunque poteva immaginare, i soldi si stanno volatilizzando verso i conti esteri e investiti in qualche modo per cercare si sfuggire a questo fisco oppressivo.
D’altronde la filosofia del tassa e spendi ha sempre questi risultati, quando finalmente si capirà che con una pressione fiscale più bassa si recuperano più soldi sarà troppo tardi
E non poteva mancare un appunto sul mussulmano Pisapia, di cui ho già scritto in precedenza e sulla sua allucinata proposta di far pagare il dazio a chi torna a casa dal lavoro. Scelta tanto impopolare che per difenderlo è sceso in campo tutto il “soccorso Rosso”, in cui sono rimasto solo Bisio, Bartolino e Paolo Rossi. Gli altri sono fuggiti alle Maldive.
L’entrata in vigore dell’Area C, il provvedimento che “chiude” il traffico nel centro di Milano imponendo una salata tassa ai milanesi (qualsiasi tipo di veicolo abbiano), ai commercianti e ai residenti sta provocando fortissime polemiche con decine di proteste plateali di cittadini inferociti verso una decisione che dal punto di vista ambientale non produrrà alcun risultato e che pare evidente serva solo a fare cassa.
Il bello è che i sinistrati amministratori della città pensano che queste proteste spontanee siano organizzate dal centrodestra e non si rendono conto invece della sollevazione popolare dovuta alla profonda ingiustizia di dover pagare 5 euro senza alcun motivo logico.
A sinistra hanno fiutato il pericolo e immediatamente hanno assoldato i loro sostenitori preferiti: i radical chic dello spettacolo. Comici, attori impegnati ecc. Diversi i volti noti milanesi che sulla congestion charge ci hanno messo la faccia: dal comico Claudio Bisio al collega Enrico Bertolino, passando per l’attore Giovanni Storti (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) e per Paolo Rossi. Tutti a favore dell’inutile provvedimento anti-traffico. Insomma tutti questi comici da Zelig
Ma Pisapia pensa veramente che se Bisio dice che l’Area C è una figata, la gente ci crede? A meno che quella C stia per comica.
Per la cronaca passiamo al titolo: “Ma quale Cosentino, a chiedere e dare aiuto ai casalesi era uno del Pd!!”
Antonio, naturalmente tu mi ricambierai adesso il favore. E mi copri senz’altro con la camorra di Casale
Ecco l’intercettazione (definita rilevante dagli inquirenti) tra l’ex Presidente della Provincia di Caserta (in quota Pd) Sandro De Franciscis e e il suo braccio destro Anthony Acconcia. Siamo nel 2005, l’anno in cui De Franciscis vince le elezioni e diventa Presidente.
E’ una delle intercettazioni più clamorose della famosissima inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere che portò agli arresti domiciliari della moglie di Mastella.
Per De Franciscis non ci fu nessun coinvolgimento, i maligni dissero perchè guarda caso è nipote di Mariano Maffei, procuratore capo di Santa Maria Capua Vetere. Nelle stesse carte si leggeva di De Franciscis come dedito a raccomandazioni e imposizioni di uomini fidati, in maniera semi-illegale, nelle Asl. Tra le varie nomine pilotate, senza concorsi, figuravano numerosi parenti di consiglieri del Pd.
Ma non è tutto: De Franciscis era presidente quando la sua giunta stanziò 400mila euro per appalti a una società vicina allo stragista casalese Setola.
Insomma appalti per mafiosi, raccomandazioni, aiuti chiesti e dati ai camorristi. Ma nessuno ha detto e dice nulla.
Mentre Cosentino è sulla graticola. Per carità non tutto è proprio limpido nella sua vicenda ma come mai colui che controlla da sempre il territorio di Gomorra secondo i pm, l’unica volta che si presenta col centrodestra (2005) col voto di preferenza viene sconfitto da un candidato Udeur? E come mai nel ’95 Nick è alle regionali con Forza Italia ed è talmente forte l’appoggio dei clan che prende gli stessi voti di quindici anni prima col Psdi?
Il Giornale ha recuperato altri 20 motivi per dubitare… e in effetti qualche interrogativo bisognerebbe prenderlo in considerazione.
Con miei adattamenti dal portale http://www.ilfazioso.com



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