13 gen 2012
Gli Idioti
Sugli Idioti ed altri Personaggi Poco Frequentabili
Frequentatori frequenti (se mi permettono questa ridondanza), affezionati, passanti per caso, visitatori occasionali, navigatori erranti ma anche alcuni habitué di questo blog, senza alcun dubbio masochisti, usano reclamare che io chiamo molte persone di idiota (sinceramente, penso, neppure tanto quanto dovrei).
Per loro io sarei, nel minimo, arrogante, sicuramente irrispettoso. Posso essere io colpevole se nel mondo il numero degli idioti sta aumentando sempre più? Nel mondo delle comunicazioni libere si offrono molteplici e uniche opportunità per gli idioti potersi esprimere, e riuscire perfino ad ottenere un momentaneo successo.
Riconosco che il mondo sarebbe un luogo ben migliore con poco meno, , idioti e altri similmente funzionali, ma in nome della democrazia e dei diritti umani dobbiamo lasciare che gli idioti disputino lo stesso spazio pubblico delle persone ben pensanti e dalle persone mediamente ben costituite, ben informate e suscettibili di dare qualcosa di buono al mondo, come esso è (pieno di idioti).
In merito un geniale storiografo italiano, Carlo Maria Cipolla (proprio così, Cipolla) ha scritto Le leggi fondamentali della stupidità umana, di cui consiglio la lettura. Su questa base, la lettura del testo di carlo Maria e constatando l’aumento di idioti che usano i commenti per seminare le loro idiozie per il mondo, mi è sorto il lecito dubbio se nel mondo sta aumentando il numero degli idioti.
La risposta, raccapricciante, è SI! Gli idioti stanno aumentando, sempre più idioti spandono le loro idiozie fondamentali per il mondo, con l’aiuto di tutti i moderni mezzi di comunicazione, ma che, alla fine, questo non è molto grave, poiché i non-idioti, benché in numero ridotto riesce ad amministrare la situazione, per il maggior beneficio di tutti, compresi gli idioti.
Per entrare nell’argomento, occorre dire, che al di là del trattato Le leggi fondamentali della stupidità umana, la suddivisione degli idioti è molto ramificata, potendo dividere gli idioti in categorie ben determinate,come Classe, Sottoclasse, Superordine, Ordine, Sottordine, Famiglia, Genere e Specie.
Ovviamente la mia non è una conclusione scientifica, e non intendo approfondire le mie ricerche in questo campo, ma da quello che ho constatato sui miei blog e in altri in cui ho avuto l’occasione di avventurarmi, e quindi basandomi solo sulla mia esperienza, divido gli idioti in due grandi categorie fondamentali.
- Gli “idioti idioti“, ossia, quelli solo ingenui, i quali credono che quello che stanno facendo è bene, o il meglio che possono, e che credono sinceramente nelle idiozie che difendono o che seminano. Ne conosco molti, ma preferisco non indicare nessun nome, per non ricevere un invito ad un duello fatale. O meglio, un nome posso farlo, per esempio George Papandreou, questo Primo Ministro greco che dopo un’anno di complessi negoziati con i suoi colleghi europei è riuscito a raggiungere un compromesso accettabile per pagare con lo sconto le banche e i creditori, che ora pretende di sottomettere questo accordo ad un referendum nazionale, che sicuramente getterà alle ortiche l’accordo, avendo ben note le idee di migliaia di greci che manifestarono tutto questo tempo contro i provvedimenti di regolazione del default greco. Questo Primo Ministro può solo essere un idiota completo, ma della prima categoria. Ossia degli ingenui. Altri idioti ingenui sono anche questi manifestanti che marciano contro la speculazione, l’austerità, il capitalismo, i mercati, e che vogliono un altro mondo possibile, con slogan tipo: “Prima il popolo, poi la finanza“, ma non sanno bene cosa proporre. Sono idioti ingenui, perché desiderano sinceramente il bene dell’umanità.
- Gli “idioti senza carattere“, ossia, quelli che pur sapendo che i loro argomenti, posizioni e proposte sono impraticabili, inefficienti e perfino controproducenti, anche così pontificano con gli stessi mezzi le stesse assurdità che incantano gli idioti della prima categoria. I primi possono anche meritare rispetto, perché trovo che hanno il diritto di difendere, sinceramente, idee idiote, ma i secondi non possono godere della mia condiscendenza, perché sono profondamente disonesti e truffatori. Ne conosco molti anche di questa categoria, non ho piacere a frequentare questa categoria, ma pur non condividendo lo stesso spazio con questo tipo di persone, so che nella vita pubblica, nella scuola, nel giornalismo, nel mondo in generale, questi esistono dalla scuola della vita, essi esistono, e perfino esultano sull’idiozia dei primi per prevalere su tutti gli altri.
Ma questi idioti, se stanno aumentando, indica che in precedenza erano in numero inferiore. Qual’ora l’aumento seguisse percentualmente l’aumento della popolazione, non sarebbe neppure da prendere in considerazione, in quanto si tratterebbe di una semplice percentuale che rimane fissa in rapporto agli abitanti di questo granello di sabbia sperduto nel’Universo, che noi chiamiamo Terra.
In realtà gli idioti stanno aumentando percentualmente sul totale della popolazione, e si può notare che questi aumentano percentualmente, sulla popolazione, dove la cultura e la conoscenza sono maggiori. Sembrerebbe un controsenso, invece è proprio l’aumento di cultura e conoscenza che favorisce l’aumento del numero degli idioti.
Si può constatare empiricamente –ma questo potrebbe essere confermato da una investigazione scientifica– che sta aumentando per numeri prima mai registrati nei mezzi di comunicazione, il numero di imbecilli, idioti o semplici energumeni, le cui opinioni, elucubrazioni e mere manifestazioni di pensamento conseguono essere captate per questi mezzi di comunicazione, incontrando così una risonanza maggiore nei veicoli stampati e audiovisivi.
D’altra parte, mai è stata tanto massiccia la scolarizzazione di massa e l’enorme divulgazione scientifica (di qualunque livello e qualità). Così, la diffusione della cultura scientifica si spande con mezzi in precedenza sconosciuti alle più disparate influenze “culturali“, dai curatori allo sciamanesimo fino al fondamentalismo religioso pretenziosamente “scientifico“. Così, il genere umano “progredisce“, anche se questo può essere descritto come un “inevitabilità naturale” dell’accumulazione delle conoscenze scientifiche e che tale conoscenza è nelle mani di pochi cervelli.
Con questi due processi che si svolgono contemporaneamente, la risposta alla domanda centrale è dunque duplice e contraddittorio: non è mai stato un così grande numero di persone che condividono lo stesso insieme di spiegazioni semplicistiche, e fondamentalmente errate, se non idiote, sulla complessità della mondo e della vita, mentre a poco a poco aumenta gradualmente il numero di quelli in grado di scalare le irte salite della scienza e di adottare spiegazioni razionali e razionaliste, per questi problemi. Pertanto una cosa non esclude l’altra, facendo coesistere nello stesso globo razionali e idioti.
Come sanno tutti quelli che si occupano dei sistemi di istruzione, quando si espande l’accesso agli istituti di istruzione formale ad una clientela più estesa possibile, parte della quale era in precedenza esclusa da questi strumenti, è inevitabile il calo nella qualità dell’istruzione formale, una volta che si tratta con i più impreparati e privi di qualsiasi informazione.
Le persone che in precedenza erano “educate” nelle superstizioni e nelle credenze “normali” dai media popolari, nella bassa cultura degli strati inferiori della società passano da un momento all’altro, a disporre di maggiore accesso ai canali di comunicazione di massa, come riviste, giornali e internet. Alcuni addirittura riescono ad ottenere successo, a diventare professionisti e si trasformano in persone ad alto reddito, detenendo la capacità di influenzare il processo decisionale di aziende e governi, e quindi influenzare un maggior numero di persone intorno a loro.
Se queste persone sono riuscite a ottenere attraverso la scuola e dai libri, una cultura superiore, logicamente strutturato e scientificamente fondata, tanto meglio: si può diffondere una cultura superiore a quella che avevano nel loro modalità di origine e contribuire così a elevare l’umanità. Se, invece, sono passati immuni attraverso l’educazione formale e mantenuto, anche aumentando, di ipotesi pessimistiche, le superstizioni d’origine, gli stessi pregiudizi primari, le stesse spiegazioni ingenue che compongono il destino comune del genere umano da tempo immemorabile, allora noi possiamo solo prevedere il peggio: l’aumento dei pareri non motivati, e le risposte sbagliate o equivoche a questioni più complesse della vita e della società. Si può anche prevedere il consolidamento di ignoranza in un vero e proprio “Sindacato Fanatici“, i cui membri crescono in modo esponenziale.
Questo vale, ad esempio, quelli ossessionati con l’astrologia e le spiegazioni di “magico” per il “successo” nella vita (amore, finanza, longevità), e soprattutto in relazione alla crescita del fondamentalismo religioso e le varianti del creazionismo, che solo posso spiegare come rappresentando l’imbecillaggine congenita delle persone anche quelle mediamente ben dotate di accesso all’istruzione formale e con mezzi di vita dignitosi. In realtà, io sono sempre più stupito dalla crescita di queste interpretazioni letterali dell’origine dell’universo, della vita sulla terra e la creazione dell’uomo e gli altri esseri viventi, “spiegazioni” che colpiscono in primo luogo la storia e la biologia (con tutte le sue variazioni di geologia, antropologia o archeologia).
Non volendo offendere nessuno in particolare, solo posso attribuire il trionfo dell’ignoranza al fatto che sempre più persone scelgono di aderire a queste versioni ingenua, semplicistica e profondamente sbagliato circa l’origine della vita e il suo sviluppo sulla Terra. Queste stesse persone, ovviamente, respingono la teoria dell’evoluzione e le sue conseguenze pratiche, risultando quindi totalmente inette per qualsiasi carriera scientifica, almeno nel campo della biologia, geologia e altre scienze naturali (per non parlare della storia tormentata e tortuosa dell’umanità).
Senza voler definire nessuno in particolare come idiota, Sono sorpreso, SI sono sorpreso, che tante persone risolvono di aderire a una visione del mondo terribilmente compromettente delle loro future chance di progresso, in una cultura superiore e nelle carriere scientifiche che possono contribuire alla loro individuale benessere e una migliore qualità della vita per tutta l’umanità (forse a loro stessi, se per caso si trovassero in una situazione di emergenza che richiede una esperienza minima, di solito di tipo scientifico).
Chiaramente, in tutti i periodi storici e in tutte le società, la cultura scientifica è sempre stata estremamente limitata e profondamente elitaria, toccando a pochi membri della comunità. Con l’espansione e l’estensione delle istituzioni educative, la cultura progressivamente si estese a un maggior numero di persone, ma la loro istituzione e lo sviluppo dipendono, in ultima analisi, dallo sforzo individuale e dall’impegno personale nell’assorbimento e nella comprensione dei complessi problemi tecnici che si diffondono su larga scala. Questa cultura scientifica sarà sempre in competizione con la cultura ingenua e semplicistica con irragionevolezze e anche con l’ignoranza più completa, che per inciso non si vergogna di apparire, travestita in “sapere popolare” o in comune buon senso. – che, per inciso, non Peja appaiono – in travestito “sapere popolare”, o il buon senso.
La ragione è semplice: indipendentemente dal loro ambiente sociale di nascita, livello di reddito, del background famigliare, le persone nascono tutte ugualmente dotate, cioè, con alcune abilità innate e la stessa ignoranza culturale fondamentale. La cultura e l’istruzione saranno in loro “inculcate” nella misura della loro esposizione a superiori fonti della cultura e dell’educazione, oppure manterranno gli stessi strumenti del sapere delle loro origini o di quegli strumenti a cui sono stati esposti nel corso della vita.
È molto difficile acquisire una cultura scientifica e una spiegazione ottenere una spiegazione ”superiore” sulla vita, dal momento che questo richiede uno studio costante, letture applicate, raziocinio non elementare e molto “sudore” alla ricerca dei mezzi che spieghino le realtà complesse, o in ogni caso non ovvie.
In altre parole, conformandosi alle tendenze innate, alla pigrizia e all’accomodamento, in assenza di perocoli o stimoli esterni per la creatività e l’innovazione, la maggior parte dell’umanità si adatta al puro comune buon sensoe alle spiegazioni elementari, che sono ovviamente rudimentale, se non parziali o addirittura sbagliate.
Solo una piccola parte dell’umanità è tratta, o obbligata, a rispondere alle sfide esterne o alla sua curiosità intellettuale (che è anche innata, ma richiede qualcosa di più di semplici azioni di risposta agli stimoli ambientali). Da questo ne risulta la tradizionale divisione tra cultura scientifica e cultura popolare, già esaminata nel lavoro di epistemologi e storici della scienza, non rientrando qui qualunque relativismo culturale o manifestazione di “politicamente corretto” sulle virtù pretestuosamente egualitarie o dotati di un “genio naturale” della seconda in relazione alla prima.
Questo mi sembra lo “stampo sociologico” attraverso il quale si potrebbe analizzare “l’emergenza” e la “diffusione” delle spiegazioni sbagliate, francamente dannose e (perché no?) totalmente idiote sul mondo reale, che derivano da queste convinzioni “creazioniste“o anti-evoluzionisti che, come gli Stati Uniti, tendono a diffondersi in Brasile ad un ritmo impressionante. Ovunque si guardi, la constatazione sembra essere la stessa: Sempre più persone incapaci di raggiungere una cultura superiore, quella che chiamiamo scientifica, si sciolgono, quando non si soddisfano le spiegazioni delle superstizioni religiose. Quel che è peggio, dotati di accesso ai media (oggigiorno chiunque ha accesso ad internet, e molte signore hanno creato la pagina Web del loro cane o gatto), queste persone passano, senza alcuna restrizione, ad esporre la loro profonda ignoranza, i loro preconcetti tradizionali, i loro equivoci del comune buon senso, trasmesso din dalla culla ad un numero incalcolabile di altre persone.
Come lo sfruttamento della credulità altrui è diventata anche una pratica comune nella nostra mercantilista era, in particolare sotto il profilo della “industria della religione“, che basa la sua azione sulla “teologia della prosperità“, prima di tutto, la prosperità dei singoli “ministri” della nuova religione, è chiaro che la idiozia umana, come spiegato nel titolo di questo prolisso testo, ha la tendenza ad aumentare. È il trionfo inevitabile di alcuni imbecilli, non per questo meno adatti ad estrarre profitto dalle persone ignoranti e ingenue, che non soffrono alcun imbarazzo per estendere il più possibile la loro ignoranza enciclopedica in tutte le latitudini e longitudini.
Si tratta di un aumento relativo e assoluto, vale dire, sempre più persone, dotate di una “cultura ingenua“, sono mobilitati dal truffatore di turno, non tutti imbecilli e idioti, anzi, poiché alcuni ne fanno una professione altamente redditizia.
D’altra parte, è normale che gran parte dell’umanità, ormai dotata di mezzi di sostentamento relativamente soddisfacenti, sopravvive e prospera fisicamente (ovviamente grazie ai progressi della scienza, che alcuni allegramente ignorano). Ora sono individui strappati da uno stato di letargo intellettuale in uno stato di esercizio attivo di luoghi comuni e banalità, se non di stupidità collettiva diffusa facilmente da un accesso senza restrizioni ai mezzi di comunicazione moderni. È il trionfo delle nullità, come desidera un savio brasiliano, e una ampia vittoria dell’ignoranza, dal momento che i mezzi tecnici non fanno distinzione tra la buona e la cattiva “cultura” tra verità e menzogna, tra razionalità e più illogicità più assoluta.
All’altra estremità, non è mai stata così grande la conoscenza accumulata dall’umanità sulla sua esistenza e l’ambiente che la circonda. Dato che la scienza e la conoscenza sono cumulativi e, in linea di principio, “inestinguibili“, salvo catastrofi umane o naturali molto ampie, l’unica previsione possibile in questo campo è l’espansione e il miglioramento delle conoscenze scientifiche a beneficio di tutta l’umanità, anche la più stupida.
Cioè, anche quelli fondamentalmente stupida da rifiutare una spiegazione scientifica per l’origine dei suoi mali possibili, possono avere le loro vite salvate dai progressi della medicina, e quindi in un esercizio di “darwinismo involontario”, continuano a diffondere impunemente la loro ignoranza e i loro pregiudizi ai loro simili di oggi o alle future generazioni di idioti.
Un esempio: coloro che rifiutano le trasfusioni di sangue possono essere salvati per mandato legale o per la modifica temporanea della religione, alcuni non sono idioti fino a questo punto, in tempo per l’operazione medica e la sopravvivenza. (Alcuni darwinisti radicale potrebbe non essere d’accordo con questa sopravvivenza degli inetti, ma la prospettiva umanitaria ci porta a fare tutto il possibile per salvare i nostri simili.
In breve, la scienza e la razionalità sono progredite a passi da gigante, e rendono migliore e più lunga la vita di tutti. Ma saranno sempre ristrette ad un numero relativamente piccolo di esseri umani, in ogni caso fino a quando l’educazione di qualità o lo spirito di ricerca diventano sempre più disponibili nella società. Ignoranza e pregiudizio li rifiutano nell’insieme, ma continueranno ad essere molto comuni, nella misura che costituiscono caratteristiche tradizionali che inoltre, che non definisco innate per rispetto della razza umana, dalle società.
In conclusione, la stupidità umana è sì aumentata, per la forza dei numeri, ma comanda sempre meno il destino della razza umana, grazie al progresso della scienza.
Traduzione e adattamenteo da Sobre idiotas e outros personagens pouco frequentáveis.



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